Tadagiri: un pomeriggio al Museo Bailo a Treviso - Tada Lab
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Tadagiri: un pomeriggio al Museo Bailo a Treviso

Una delle cose belle del nostro lavoro sono gli “aggiornamenti” che facciamo: abbiamo deciso che vanno fatti (con grandi sforzi, hi hi) così abbiamo deciso di concederci qualche giornata in giro per mostre o musei. Una delle nostre mete preferite è Venezia, abbiamo appena visto la splendida mostra dedicata a Tancredi, ma vogliamo scoprire anche collezioni di musei a noi ancora sconosciute. Da cosa abbiamo iniziato? Dal Museo Bailo di Treviso, che si trova in Borgo Cavour a due passi dal centro: ne avevamo tanto sentito parlare così lo abbiamo visitato!

Il palazzo che ospita il museo risale al XV secolo ed era un convento, l’edificio già sede dei Musei Trevigiani è rimasto chiuso dal 2003 al 2015 per lavori di ristrutturazione.

Il nuovo allestimento è molto suggestivo: lo sguardo passa di continuo dalle opere d’arte ai particolari dell’architettura del palazzo, dai quadri agli scorci che ci offrono porte e corridoi, dalle sculture ai soffitti e alle finestre.

Il museo è organizzato in aree tematiche che si dividono poi in sale, ognuna dedicata ad un argomento o a un artista.

Artisti a Treviso tra ‘800 e ‘900 Siamo subito entrati nella prima sala dove ci hanno accolto numerosi ritratti realizzati per differenti committenze e con diverse tecniche, tra i pittori in questa sala troviamo anche Luigi Serena, Giovanni Apollonio e Giulio Ettore Erler. La sala della vita dal vero ci trasporta in una Treviso di fine ottocentro tra affollati mercati, interni e rive del Sile raccontati da Luigi Serena. Luce, macchia ed impressioni ci spiega come gli artisti scelsero la pittura dal vero e le macchie di colore per rendere l’immediatezza delle loro opere: Vittore Antonio Cargnel sceglie Venezia e la campagna per affrontare il plein air. Un’intera sala è dedicata a Guglielmo, Luigi ed Emma Ciardi, padre e i due figli che si sono occupati di paesaggio, ognuno con la sua personale tecnica.  La scultura storicistica e realistica chiude la prima sezione: dopo l’Unità d’Italia anche la scultura celebra le personalità politiche e civili che hanno fatto la storia, molti immortalati da Luigi Borro.

Le due sezioni seguenti sono dedicate ad Arturo Martini (Treviso 1889- ) e guidano il visitatore alla scoperta della vita e delle opere dell’artista, dalla formazione alle esperienze internazionali, al rapporto con l’arte e la scultura e al rapporto con altri artisti come il pittore Gino Rossi. 

Artisti a Treviso tra le due guerre è una sezione che ci fa scoprire i mecenati e i collezionisti che richiedevano agli artisti dell’epoca di dipingere quadri o realizzare sculture. Continuando la visita incontriamo opere di Nino Springolo, Bepi Fabiano, Lino Barriviera, Giovanni Barbisan.

Torniamo di nuovo ad immergerci nelle opere della maturità di Arturo Martini: bronzi, terrecotte, gessi  ma anche disegno e grafica.
Le opere in gesso e bronzo di Carlo Conte e la “scuola” di incisione trevigiana chiudono la nostra visita al Museo Bailo.

Prima di uscire dal museo osserviamo anche i due chiostri dove scorgiamo alcune opere e guardando Adamo ed Eva di Arturo Martini torniamo soddisfatte verso il guardaroba!

Questo museo ci è piaciuto per la sua architettura e per il suo allestimento. Ci sono piaciute moltissimo le opere esposte (stiamo decidendo se la nostra preferita è Ritratto di Teresita Lorenzon di Lino Selvatico oppure Primavera in Bretagna di Gino Rossi) così abbiamo deciso di fare, come per il nuovo museo di Belluno, anche per questo museo uno scaricabile , una caccia al particolare da stampare e portare con voi quando andrete a visitare il museo, buona visita!

 

 

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